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	<title>Libri e Caffè</title>
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		<title>Una ragazza da Tiffany &#124; tra vetri colorati e opportunità</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 16:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clara. Non riesco a togliermela dalla testa, come tutte le volte che leggo i romanzi della Vreeland. Questo personaggio così ben definito, una donna dell&#8217;800 negli abiti lunghi e nel cappello, ma così estremamente moderna, vicina a me. Questi amori che vanno e vengono, che diventano prima compagnia poi passione. Le lotte per l&#8217;affermazione della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=200&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_201" class="wp-caption aligncenter" style="width: 206px"><a href="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2011/11/una_ragazza_da_tiffany.jpg"><img class="size-medium wp-image-201" title="una_ragazza_da_tiffany" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2011/11/una_ragazza_da_tiffany.jpg?w=196&#038;h=300" alt="" width="196" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Nel 1892, a Manhattan, un&#039;elaborata insegna in bronzo fa bella mostra di sé. Tiffany Glass &amp; Decorating Company declama la scritta che campeggia sopra una solida porta di vetro molato. Oltre quella porta, si schiude un grande salone con enormi vetrate appese al soffitto e imponenti mosaici poggiati alle pareti. E poi vasi dalle linee morbide, pendole, candelabri Art Nouveau, lampade con paralumi di vetro soffiato in mille splendidi colori. È il regno di Louis Comfort Tiffany, pittore di quadri orientalisti raffiguranti minareti, moschee e beduini, secondo il gusto del tempo. La Tiffany Glass &amp; Decorating Company è, tuttavia, anche il regno delle Tiffany girls, le ragazze di Tiffany, come sono chiamate a Manhattan le donne che l&#039;artista ha riunito attorno a sé.</p></div>
<p style="text-align:left;">Clara. Non riesco a togliermela dalla testa, come tutte le volte che leggo i romanzi della Vreeland. Questo personaggio così ben definito, una donna dell&#8217;800 negli abiti lunghi e nel cappello, ma così estremamente moderna, vicina a me. Questi amori che vanno e vengono, che diventano prima compagnia poi passione. Le lotte per l&#8217;affermazione della parità dei sessi, il lavoro e la creatività, i mosaici e i vetri colorati. Ah Clara! Vorrei esser stata una delle tue ragazze&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/200/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/200/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/200/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/200/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/200/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/200/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/200/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/200/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/200/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/200/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/200/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/200/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/200/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/200/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=200&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Caramelo &#124; mai troppo dolce</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 12:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tenerezza contenuta nelle pagine di Caramelo è la stessa che si annida nei ricordi del passato; che si intreccia nelle maglie di un rebozo color caramello, avvolge le spalle e i pensieri di nonna e nipote per tenerli caldi e fluidi nel tempo. Ero io Lalita, a casa mia. Ero lì, giuro. In una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=189&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div id="attachment_190" class="wp-caption aligncenter" style="width: 205px"><a href="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2010/05/caramelo.jpg"><img class="size-medium wp-image-190" title="Caramelo di Sandra Cisneros" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2010/05/caramelo.jpg?w=195&#038;h=300" alt="" width="195" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">In viaggio con la famiglia Reyes come ogni estate, in una macchina piena di bambini, risate e litigi, da Chicago a Città del Messico. Come sempre Lala ascolta le storie della sua famiglia separando, di volta in volta, la verità dalle “sane bugie” che gli adulti si tramandano di generazione in generazione. Come fili che formano un rebozo caramelo, il prezioso scialle messicano, queste storie, o leggende, della famiglia Reyes si svolgono e si riavvolgono davanti ai nostri occhi in modo brillante e divertente attraverso lo sguardo vivace e curioso della piccola Lala.</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p>La tenerezza contenuta nelle pagine di Caramelo è la stessa che si  annida nei ricordi del passato; che si intreccia nelle maglie di un  rebozo color caramello, avvolge le spalle e i pensieri di nonna e nipote  per tenerli caldi e fluidi nel tempo.</p>
<p>Ero io Lalita, a casa  mia. Ero lì, giuro. In una di quelle famiglie in cui non ci si dice mai  &#8220;ti voglio bene&#8221;, ma nelle quali si condivide ogni rumore, un pezzo di  pane, un posto caldo sul divano. Come quando si è in tanti e si è una  cosa sola, quando si borbotta giusto il tempo di attraversare una porta e  girare il corridoio.</p>
<p>Quanta bellezza in queste pagine. Come in  una fotografia color seppia, dagli angoli consumati; una pettiniera  antica con lo specchio un po&#8217; arruginito; una stoffa ricamata che odora  di legno e di chiuso; una coperta di lino troppo sottile; un letto  molle, in cui si affossano anche i sogni; l&#8217;odore della sottana delle  nonne e la pelle ruvida delle loro mani; quel bacio pieno di timidezza  che sanno dare solo i genitori ai figli ormai cresciuti.</p>
<p>Dolce  come caramello. Ma mai stucchevole.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Orecchiette:</strong></span></p>
<p>Ogni anno quando  passo il confine è sempre la stessa cosa: la mia mente dimentica. Ma il  mio corpo ricorda sempre.</p>
<p>Papà, all&#8217;ora di andare a dormire, mi  fa sempre la stessa battuta.<br />
&#8220;Que tienes? Sueno o sleepy?&#8221;<br />
&#8220;Es que tengo sleepy. Ho sleepy, papà&#8221;.<br />
&#8220;E chi ti vuole bene, cielo  mio?&#8221;<br />
&#8220;Tu&#8221;.<br />
&#8220;Brava, vita mia. Papà ti vuole bene. Non te lo  dimenticare mai. E a chi vuoi più bene, a me o a mamma?&#8221;<br />
&#8220;Inocencio!&#8221; Grida mamma arrabbiata da non si sa dove.</p>
<p>La strada  per Acapulco ha molte curve. E&#8217; meglio guardare dove si è già passati  che guardare dove si sta andando.</p>
<p>Per tutta la vita Narciso non  ha mai saputo cosa gli stesse succedendo nel momento in cui gli  succedeva. Come se la sua vita fosse un paio di dadi e il mondo un  bicchiere che lo agitava e lo lasciava cadere occasionalmente. Solo dopo  esser stato agitato e fatto rotolare si accorgeva quali numeri gli  aveva assegnato la vita. Ecco come era fiorito l&#8217;amore senza che lui se  ne accorgesse.</p>
<p>In quel bacio c&#8217;era il destino di lui. E di lei.</p>
<p>Sembrava che tutti si lamentassero continuamente del proprio  matrimonio, ma che nessuno ricordasse mai il dono di poter dormire  vicino a una persona. &#8220;Precioso&#8221;.</p>
<p>Dio era stato generoso con  Inocencio Reyes e gli aveva concesso un&#8217;aura di malinconia e questa,  insieme ai suoi occhi intensi, che erano scuri come quelli di suo padre e  avevano la forma curva di quelli di sua madre, benediceva Inocencio con  un&#8217;aria da poeta.<br />
Non aveva scelto di essere infelice. Chi  sceglierebbe di esserlo?</p>
<p>Era soltanto un bambino che non aveva  le parole per dire cosa provava, qualcuno che si sentiva più a suo agio  in compagnia dei propri pensieri. Sarebbe stata un&#8217;abitudine per tutta  la vita.</p>
<p>Ma la vita è breve e la rabbia è lunga.</p>
<p>Ero  come un pezzo di pane impregnato di sugo: quando qualcuno mi strizzava,  io piangevo e non smettevo più. Sei mai stata così triste? Come una  pasta inzuppata nel caffè. Come un libro sotto la pioggia.</p>
<p>&#8220;Sposa uno che ti adora&#8221;, mi ha detto mamma una volta. &#8220;Ascoltami, se  vuoi stare bene, fai in modo che ti adorino. Adorata, capito? Lala,  parlo con te. Tutto il resto sono stronzate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tuo padre, non lo  sopporto. Ha la testa così grossa che si può baciare il sedere. Mi dà  la nausea!&#8221;.<br />
&#8220;E allora perché non divorzi?&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; troppo tardi.  Ha bisogno di me&#8221;.<br />
E&#8217; troppo tardi. Vuol dire ho bisogno di lui, ma  non lo può dire, no? No, mai. E&#8217; troppo tardi, ormai ti amo.</p>
<p>Ognuno non può essere raggiunto senza che si tocchino gli altri. Lui  dentro di lei, io dentro lui, come scatole cinesi, come matrioske, come  un oceano pieno di onde, come i fili intrecciati di un rebozo.</p>
<p>E  non so come sia per gli altri, ma per me queste cose, quella canzone,  quel tempo, quel luogo sono tutti legati insieme in un paese di cui  sento la nostalgia e che non esiste più. Che non è mai esistito. Un  paese che mi sono inventata. Come tutti gli emigranti a metà strada tra  quà e là.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/189/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=189&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Strappami la vita &#124; poi me la riprendo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei suoi libri, Angeles Mastretta dipinge le donne. Signore belle, intelligenti, forti. Donne che nascodono nella sottana, ben stretta tra le gambe, una vita a cui non vogliono rinunciare. Catalina sa essere una moglie perfetta per il generale Ascensio, governatore dello Stato di Puebla; madre perfetta per i figli usciti dal suo ventre e per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=176&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_173" class="wp-caption aligncenter" style="width: 189px"><img class="size-medium wp-image-173" title="strappami_la_vita" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/07/86762xa.jpg?w=179&#038;h=300" alt="strappami_la_vita" width="179" height="300" /><p class="wp-caption-text">La bella e vivace Catalina sposa giovanissima il generale Andrés Ascensio, uomo potente e più vecchio di lei che ha militato nella Rivoluzione messicana e diventa poi governatore dello Stato di Puebla. Via via che il prestigio e le ricchezze del marito crescono, così come i suoi intrallazzi politici e il numero delle sue amanti e dei relativi figli, Catalina si ritrova sempre più sola. E quando incontrerà il musicista Carlos Vives, la sua vita sarà travolta da una passione irresistibile come le note di un bolero dal titolo profetico, &quot;Strappami la vita&quot;.</p></div>
<p>Nei suoi libri, Angeles Mastretta dipinge le donne. Signore belle, intelligenti, forti. Donne che nascodono nella sottana, ben stretta tra le gambe, una vita a cui non vogliono rinunciare.</p>
<p>Catalina sa essere una moglie perfetta per il generale Ascensio, governatore dello Stato di Puebla; madre perfetta per i figli usciti dal suo ventre e per quelli che in lei sono entrati dal cuore, con estrema innocenza. Conosce la politica Catì e offre agli amici di suo marito il cibo che non gradiranno. Perché è anche molto dispettosa, fedele ai suoi pensieri.</p>
<p>Si entusiasma, consuma gelati per alleviare la tristezza di certi momenti, infine si innamora. E quando perde la felicità, si rimette in testa un bel cappello e prende a braccetto il suo generale perché è quello che Puebla si aspetta, lo spettacolo che tutti riconoscono.</p>
<p>Credo che <em><strong>Donne dagli occhi grandi </strong></em>sia inarrivabile ormai. Ho certato quegli occhi in tutti gli altri romanzi della Mastretta e non ci sono riuscita. Ma devo anche ammettere che Catalina mi ha ricordato un antico riflesso delle pupille. Catalina è un personaggio splendido, dai contorni mai sfocati, sempre lei, sempre giovane e rotonda.</p>
<p>Il monologo finale è uno dei pezzi più belli che io abbia mai letto.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Certo che amavo essere amata. Avevo passato tutta la vita a desiderare d&#8217;essere amata. La sera del concerto, più che mai.</em></p>
<p><em>&#8220;Ti ho fottuto la vita, vero?&#8221; mi disse.<br />
&#8220;Perchè le altre avranno quello che vogliono. Tu che cosa vuoi? Non sono mai riuscito a sapere che cosa vuoi. E&#8217; vero che non ho mai dedicato tempo a pensarci, ma non credermi tanto stupido, so che nel tuo corpo ci sono tante donne diverse e io ne ho conosciute solo alcune&#8221;.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/176/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=176&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La bastarda di Istanbul &#124; molte spezie dopo</title>
		<link>http://libriecaffe.wordpress.com/2009/10/20/la-bastarda-di-istanbul-molte-spezie-dopo/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 10:52:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un libro inebriante, come le spezie che disegnano un piatto d’ashure. Me ne sono innamorata dalla prima parola, ho masticato ogni pagina come fosse un&#8217;antica ricetta di cui si tenta di indovinare gli ingredienti. Una storia d&#8217;amicizia, tante storie d&#8217;amore e di rapporti tra popoli distanti e mai così vicini. Istanbul, con le sue strade [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=157&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter">
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<div id="attachment_167" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-167" title="IMG_1878" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/10/img_1878.jpg?w=300&#038;h=200" alt="Istanbul non è una città, è una grande nave. Una nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore, religione. Lo scopre Armanoush, giovane americana in cerca nelle proprie radici armene in Turchia. E lo sa bene chi a Istanbul ci vive, come Asya, diciannove anni, una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Istanbul non è una città, è una grande nave. Una nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore, religione. Lo scopre Armanoush, giovane americana in cerca nelle proprie radici armene in Turchia. E lo sa bene chi a Istanbul ci vive, come Asya, diciannove anni, una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre.</p></div>
</div>
</div>
<p>Un libro inebriante, come le spezie che disegnano un piatto d’<em>ashure</em>.</p>
<p>Me ne sono innamorata dalla prima parola, ho masticato ogni pagina come fosse un&#8217;antica ricetta di cui si tenta di indovinare gli ingredienti. Una storia d&#8217;amicizia, tante storie d&#8217;amore e di rapporti tra popoli distanti e mai così vicini. Istanbul, con le sue strade vecchie e i vicoli squallidi a volte, e l&#8217;America. Il rapporto tra turchi e armeni, il rapporto tra donne vivaci, diverse, tradizionaliste e alternative. La Storia che si incontra quando si guardano gli occhi di Armanoush, la ragazza di origini armene che arriva dall&#8217;America, e Asya, la ragazza turca senza padre e con una madre troppo simile a lei.</p>
<p>Un&#8217;atmosfera sempre calda, familiare. La tradizione che evapora dai piatti sulla tavola imbandita per la colazione  si scontra fuori con la vita moderna nel grigiore dei bar. I segreti consumati con le sigarette e gli amori nascosti, persino le chat e Jhonny Cash. La magia, il destino scritto e quello scelto.</p>
<p>Nonne, madri, zie, sorelle, amiche. Quando sono le donne a dominare la scena, tutto si intreccia e si complica e diventa affascinante. Perché le donne sono come le spezie, apparentemente simili, ma in grado di stravolgere il sapore di un piatto, come della vita.</p>
<p>Dialoghi belli, intelligenti che quasi ci trascinano sul salotto di casa con nonna Shushan che nel suo antico silenzio riempie tutta la stanza.  Mamme svampite, apprensive e dalle curve rotonde. Mamme dure come ghiaccio, con la paura di specchiarsi nel volto di una figlia. Mamme che si lasciano chiamare zie, zie che diventano altre mamme.</p>
<p>Che serve ancora per rendere un racconto così vero, piacevole, gustoso?</p>
<p>&#8212;</p>
<p><span style="color:#800000;">Orecchiette alle pagine contenenti queste frasi:</span></p>
<p><em>Dal modo in cui la guardava, si vedeva subito l&#8217;amore. Amore e rispetto e sincronia. Quando lui parlava, lei completava con i gesti, quando lei gesticolava, lui completava con le parole. Erano due individui complicati che sembravano aver raggiunto insieme un&#8217;armonia miracolosa.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>I libri erano pericolosi in generale, ma i romanzi lo erano ancora di più. Il sentiero della narrazione ti poteva facilmente condurre a un universo in cui tutto era fluido, imprevedibile e ignoto come una notte senza luna nel deserto. [...] L&#8217;im</em><span style="display:inline;"><em>maginazione era un incantesimo affascinante ma rischioso per chi nella vita era destinato a essere realista.</em></span></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><span style="display:inline;"><em>Nulla veniva fatto in armonia, in quel luogo, eppure quell&#8217;abituale dissonanza aveva una sua singolare cadenza. Era un posto fuori dal tempo e dallo spazio. Fuori dal locale le persone restavano vicine per nascondere la solitudine, fingendosi pi</em><span style="display:inline;"><em>ù intime di quanto non erano, mentre lì dentro era l&#8217;opposto: tutti ostentavano un distacco che non sentivano davvero. Quel posto era la negazione dell&#8217;intera città.</em></span></span></p>
<p><span style="display:inline;"><span style="display:inline;"><em><br />
</em></span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/157/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=157&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Caffè e parole</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 08:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[caffè]]></category>
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		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi interrompo la lettura solo per un po&#8217;, giusto il tempo di un buonissimo caffè che in qualche modo fa scivolare dritta in pancia una giornata. Quando nella vita affrontiamo dei cambiamenti significativi, spesso e senza accorgercene cambiamo anche le piccole abitudini. E così è stato per me negli ultimi mesi. Ecco che tra un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=151&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_152" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-152" title="Guido al Ghetto" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/10/img_1319.jpg?w=300&#038;h=200" alt="Il caffè speciale di Guido al Ghetto " width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Il caffè speciale di Guido al Ghetto </p></div>
<p>Oggi interrompo la lettura solo per un po&#8217;, giusto il tempo di un buonissimo caffè che in qualche modo fa scivolare dritta in pancia una giornata. Quando nella vita affrontiamo dei cambiamenti significativi, spesso e senza accorgercene cambiamo anche le piccole abitudini. E così è stato per me negli ultimi mesi.</p>
<p>Ecco che tra un vicoletto e l&#8217;altro ho finito per affezionarmi al bar <strong><em>Guido al Ghetto</em></strong>, dove le brioches calde e fragranti e il caffè macchiato sono una vera prelibatezza. Credo che <strong>Giorgio</strong> abbia ereditato quel grembiule rosso da suo padre, Guido presumo, e probabilmente anche quella voce stridula e nasale che è esattamente il suono che ci si aspetta di sentire da un corpo magro e longilineo come il suo.</p>
<p>Ho iniziato da qualche giorno un libro del quale ho perso subito la testa, si tratta de <strong><em>La bastarda di Istanbul</em></strong>. E stamattina, mentre immergevo le labbra nella schiuma spruzzata di cacao, scioglievo sul palato parole diventate subito mie&#8230; e vostre, perchè no.</p>
<p style="text-align:center;"><em><span style="color:#800000;">Nulla veniva fatto in armonia, in quel luogo, eppure quell&#8217;abituale dissonanza aveva una sua singolare cadenza. Era un posto fuori dal tempo e dallo spazio. Fuori dal locale le persone restavano vicine per nascondere la solitudine, fingendosi pi</span></em><span style="display:inline;"><em><span style="color:#800000;">ù intime di quanto non erano, mentre lì dentro era l&#8217;opposto: tutti ostentavano un distacco che non sentivano davvero. Quel posto era la negazione dell&#8217;intera città. </span></em><br />
<strong>[La bastarda di Istanbul | Elif Shafak]</strong></span><strong> </strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><br />
</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/151/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=151&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Trilogia Millennium &#124; tre per una</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 07:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Larsson]]></category>
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		<category><![CDATA[Stieg]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa volta si! Ho divorato il secondo volume della trilogia Millennium di Stieg Larsson, e ho gustato un po&#8217; più lentamente l&#8217;ultimo. Uomini che odiano le donne mi aveva delusa, c&#8217;erano volute 300 pagine prima di capire seriamente cosa frullasse nel cervello della Salander e del suo autore. Anche per questo avevo deciso di non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=137&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_138" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-138" title="trilogia-millennium" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/10/trilogia-millennium.jpg?w=250&#038;h=240" alt="di Stieg Larsson " width="250" height="240" /><p class="wp-caption-text">Lisbeth Salander è nata del 1978 ed ha  25 anni quando, nel 2003, aiuta Michael Blomkvist nell&#39;indagine che porterà alla soluzione del caso Herriet Vanger. Nella finzione creata da Larsson è una donna dal carattere complesso, introverso e decisamente asociale. Ha un fumoso passato costellato di violenze, ricoveri e perizie psichiatriche, tanto che a diciotto anni viene riconosciuta incapace di badare a stessa e affidata a un tutore. Nonostante ciò svolge saltuariamente incarichi di ricerca su aziende o persone per la Milton Security ed è considerata tra le migliori collaboratrici di Dragan Armanskij, direttore dell&#39;agenzia, che affida a Lisbeth le ricerche più spinose. È un hacker, esperta di pirateria informatica, in grado di raccogliere informazioni da archivi pubblici, privati, bancari o giudiziari. Nell&#39;ambiente e conosciuta col nickname Wasp. Possiede una spiccata memoria fotografica che le permette di memorizzare in poco tempo enormi quantità di dati e informazioni, si interessa di matematica, algebra pura, fisa e logica e qualcuno sospetta che sia affetta dalla sindrome di Asperger. Mikael Blomkvist le affibbierà il nomignolo di Sally.</p></div>
<p>Questa volta si! Ho divorato il secondo volume della trilogia Millennium di <strong>Stieg Larsson</strong>, e ho gustato un po&#8217; più lentamente l&#8217;ultimo.<br />
<strong><em>Uomini che odiano le donne</em></strong> mi aveva delusa, c&#8217;erano volute 300 pagine prima di capire seriamente cosa frullasse nel cervello della Salander e del suo autore. Anche per questo avevo deciso di non parlarne, non mi aveva entusiasmata e credevo che lo svedese fosse davvero molto sopravvalutato. Ma devo ricredermi, <strong><em>La ragazza che giocava con il fuoco</em></strong> è avvincente, la voglia di chiudere le due estremità del libro non mi sfiorava tanto facilmente. E <em><strong>La regina dei castelli di carta</strong></em> è indispensabile per chiudere il cerchio, anche se un po&#8217; tutto più surreale.</p>
<p>Ma non voglio tessere le lodi di Larsson, anche perché purtroppo non scrive il genere di libri fatti per me, quei libri da piegare gli angoli delle pagine e sottolinearne le frasi con matite colorate. Anche se devo ammettere che nel suo genere funziona.</p>
<p>Credo che valga la pena leggere la trilogia e quindi essere in grado di parlarne, nel bene e nel male.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/137/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=137&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Venuto al mondo &#124; Senza documenti</title>
		<link>http://libriecaffe.wordpress.com/2009/08/24/venuto-al-mondo/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 17:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un figlio può essere di nessuno, della guerra, dell&#8217;amore, di tutti. Un figlio è un desiderio, l&#8217;egoismo di una donna qualunque che vuole tenere stretta a sé un uomo, solo per non perderlo. Oppure è il bisogno di veder nascere qualcosa da un involucro trasparente, da un desiderio che non si tocca, dal sapore di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=120&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_121" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-121" title="Venuto al mondo" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/08/img_9988-2.jpg?w=200&#038;h=300" alt="Venuto al mondo" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all&#39;aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l&#39;amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d&#39;amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea.</p></div>
<p>Un figlio può essere di nessuno, della guerra, dell&#8217;amore, di tutti. Un figlio è un desiderio, l&#8217;egoismo di una donna qualunque che vuole tenere stretta a sé un uomo, solo per non perderlo. Oppure è il bisogno di veder nascere qualcosa da un involucro trasparente, da un desiderio che non si tocca, dal sapore di un bacio&#8230;</p>
<p>Perchè il destino si nasconde nelle tasche e non sai mai quando arriva, ma è lì. In mezzo ci puoi mettere quello che vuoi, ma è lui che sceglie quando rivelarsi. Così un figlio che doveva legare, allontana due vite. Ne avvicina di altre. La vita soffia sul mondo e tutto cambia con la frequenza dei pannolini, dei piedini scalzi sul marmo di casa, dei dentini che spuntano e cadono e rispuntano.</p>
<p>Forse solo dopo l&#8217;adolescenza, piano piano il rapporto di due anime si placa. La quiete dopo la tempesta, il silenzio dopo una guerra rumorosa e cattiva. A Gemma serve un viaggio nel passato, per spiegare al figlio e a se stessa da dove si è spuntati fuori, come ci si è ritrovati a dormire in due in una casa fatta per tre. Come ci si è ritrovati e basta.</p>
<p>Nulla è come sembra, fino alla fine. Ma tutto torna, perché la vita fluisce come l&#8217;acqua scavando nel terreno morbido che trova lungo il suo corso. Non si lascia inseguire, disegna i contorni di giornate da riempire nonostante il dolore, i posti vuoti.</p>
<p>La storia di un amore profondo e imperfetto tra Gemma e Diego, il fotografo di Genova. La storia di un amore mai nato tra Gemma e Gojko, il poeta bosniaco. La storia di un amore che si pianta su un ramo già germogliato e vivo facendone cadere i fiori. La storia di un amore tra una madre qualunque e un figlio qualunque, tra una madre e un padre, tra una madre e un marito nuovo di zecca. La storia di sentimenti sempre veri, concreti, impazzini, placidi e burrascosi.</p>
<p>Storie spalmate su 529 pagine che si divorano. Tutte condite dalla bravura della Mazzantini, da quel suo modo di scrivere audace, vecchio e nuovo, liscio e complicato.</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/120/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=120&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Venuto al mondo</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Abbandonarli è un diritto &#124; Ma solo del lettore</title>
		<link>http://libriecaffe.wordpress.com/2009/08/06/abbandonarli-e-un-diritto/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 08:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un mese che ci provo. Io proprio non volevo cedere, ho pensato che con l&#8217;estate sarebbe stato più semplice&#8230; volevo proprio resistere. Ma, davvero non ci riesco! Oggi ho chiuso per l&#8217;ennesima volta il libro che avevo in borsa (la donna che leggeva troppo). Che poi, voglio dire, abbandonare proprio questo libro&#8230; con un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=109&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_88" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-88" title="Libro e Caffè" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/07/img_94971.jpg?w=300&#038;h=195" alt="La mia colazione a piazza della consolazione" width="300" height="195" /><p class="wp-caption-text">La donna che leggeva troppo (abbandonava i libri...?)</p></div>
<p>E&#8217; un mese che ci provo. Io proprio non volevo cedere, ho pensato che con l&#8217;estate sarebbe stato più semplice&#8230; volevo proprio resistere. Ma, davvero non ci riesco! Oggi ho chiuso per l&#8217;ennesima volta il libro che avevo in borsa (<strong><em>la donna che leggeva troppo</em></strong>). Che poi, voglio dire, abbandonare proprio questo libro&#8230; con un titolo simile. Accidenti, finisce che mi sento pure in colpa!</p>
<p>Eppure deve essere un diritto del lettore quello di abbandonare un libro noioso. Si?<br />
In effetti su <a href="http://www.anobii.com/books/La_donna_che_leggeva_troppo/9788817030908/0192526fc6d659f748/" target="_blank"><strong>anobii</strong></a> i commenti non lasciavano spiragli di ottimismo. Pare che io non sia l&#8217;unica lettrice delusa.</p>
<p>Bella l&#8217;ambientazione nella Persia del 1800, ma questa poetessa <strong>Qurratu&#8217;l-Ayn</strong> a pagina 130 non ha ancora spiaccicato una parola. A dirla tutta i dialoghi sono praticamente nulli tra queste pagine. Certo ci sono libri che possono permettersi infinite descrizioni e un racconto senza graffette, ma questo proprio no.</p>
<p>Vorrei davvero dirvi qualcosa di più, ma&#8230; non che abbia capito granchè di quello che ho letto fino a qui. Lei dovrebbe essere una donna diversa dalle altre, cresciuta con un forte senso di libertà che si esplica nella possibilità di studiare. Bellissima, sensibile e curiosa, scrive poesie e discute di politica tanto da diventare pericolosa. Così finisce prigioniera dallo Shah&#8230; il quale poi non può che cedere al suo fascino provocando l&#8217;ira della madre.</p>
<p>Si, le prospettive erano interessanti. Ma quando si entra nel vivo della storia?</p>
<p>Sarei curiosa di sentire un parere diverso&#8230; io passo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/109/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/109/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/109/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/109/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/109/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/109/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/109/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/109/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/109/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/109/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/109/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/109/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/109/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/109/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=109&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Libro e Caffè</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Prima il piacere &#124; Poi il piacere</title>
		<link>http://libriecaffe.wordpress.com/2009/07/24/prima-il-piacere-poi-il-piacere/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 09:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;hanno in comune queste mie due passioni (libri e caffè), se ricordate, lo avevo accennato. La verità è che sono iniziate in momenti diversi della mia vita, per poi ritrovarsi qualche anno più in là. Vengo dal sud, sono nata in uno di quei luoghi odoranti di pizzi e merletti in un minuscolo paese [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=96&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_101" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ladraditempo/3751965734/sizes/l/"><img class="size-medium wp-image-101" title="coffee" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/07/img_94882.jpg?w=300&#038;h=200" alt="Il buongiorno si vede dal caffè" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il buongiorno si vede dal caffè</p></div>
<p>Che cos&#8217;hanno in comune queste mie due passioni (<strong>libri e caffè</strong>), se ricordate, lo avevo accennato. La verità è che sono iniziate in momenti diversi della mia vita, per poi ritrovarsi qualche anno più in là.</p>
<p>Vengo dal sud, sono nata in uno di quei luoghi odoranti di pizzi e merletti in un minuscolo paese della Calabria, dove il tempo segue le lancette di un altro orologio&#8230; molto più lento e rilassato. Rimanevo spesso a contemplare mia nonna mentre si preparava al rito del caffè. La osservavo con il mento appoggiato sui palmi delle mani e i gomiti larghi sul tavolo della sua cucina. Quando sentivo la bevanda scura ribollire e agitarsi chiudevo gli occhi e mi abbandonavo a quell&#8217;aroma che invadeva la stanza. Lo desideravo, ma ero piccola abbastanza per assaggiarne solo un cucchiaino.</p>
<p>Mia nonna continua a preparare tanti caffè quante sono le persone che bussano alla sua porta o passano davanti all&#8217;uscio di casa sua. Da lei ho imparato ad apprezzare quel piccolo momento in cui le labbra sfiorano la tazzina dall&#8217;orlo ancora fresco.</p>
<p>I libri invece sono arrivati con l&#8217;adolescenza per tenermi compagnia nei lunghi pomeriggi di ozio. Mia madre me ne comprava regolarmente più di uno, per poi accusarmi di passarci troppe ore. Li divoravo seduta sul marmo gelido della mia stanza con le spalle attaccate al letto, e dimenticavo tutti i miei doveri.<br />
Poi l&#8217;odore della carta mi costringeva a chiudere gli occhi, esattamente come facevo per il caffè.</p>
<p>Da quando lavoro in centro a Roma, ho preso l&#8217;abitudine di lasciare la macchina a Via dei Cerchi molto presto al mattino e fare una passeggiata fino alla Chiesa di S. Teodoro, dove si trovano due panchine poco prima dell&#8217;Arco di Giano. Così ho scoperto un angolino in cui si annida il concentrato della magia che contraddistingue questa città.</p>
<div id="attachment_98" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-98" title="Panchina" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/07/img_9468.jpg?w=300&#038;h=200" alt="Cose da donne che leggono troppo" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Cose da donne che leggono troppo</p></div>
<p style="font-size:14px;font-family:georgia, 'trebuchet ms';margin:0;padding:0 0 1em;">Su una di queste panchine, alle 7.00 del mattino i primi raggi del sole (soprattutto in questo periodo) ne scaldano la base di marmo che diventa addirittura piacevole, illuminando esattamente quella porzione di sanpietrini.</p>
<p style="font-size:14px;font-family:georgia, 'trebuchet ms';margin:0;padding:0 0 1em;">E&#8217; stato amore a prima vista. Oggi è la mia tappa preferita prima della colazione, mi fermo lì per un po&#8217; a leggere i miei romanzi.<br />
La pace dei sensi. Io, il sole ancora tiepido, i riflessi della luce sul suolo lucido, il marmo fresco su cui attacco le gambe nude.</p>
<p style="font-size:14px;font-family:georgia, 'trebuchet ms';margin:0;padding:0 0 1em;">Parole.</p>
<p style="font-size:14px;font-family:georgia, 'trebuchet ms';margin:0;padding:0 0 1em;">E tutto accade ignorando, senza il minimo sforzo, quello che si muove alle mie spalle: la frenesia di un giorno che sta per iniziare.</p>
<p style="font-size:14px;font-family:georgia, 'trebuchet ms';margin:0;padding:0 0 1em;">Poi arriva il momento di svegliarsi&#8230; allora vado al bar vicino, in piazza della Consolazione, e prendo il mio solito caffè macchiato, in vetro.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libriecaffe.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libriecaffe.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libriecaffe.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libriecaffe.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libriecaffe.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libriecaffe.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libriecaffe.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libriecaffe.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libriecaffe.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libriecaffe.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libriecaffe.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libriecaffe.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libriecaffe.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libriecaffe.wordpress.com/96/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=96&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">ros@</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>La Fine è il mio inizio &#124; Così per me c&#8217;è un prima e un dopo</title>
		<link>http://libriecaffe.wordpress.com/2009/07/23/la-fine-e-il-mio-inizio-cosi-per-me-ce-un-prima-e-un-dopo/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 21:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ladraditempo</dc:creator>
				<category><![CDATA[alibrochiuso]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo ammetto, sono anch&#8217;io un&#8217;afflitta dalla sindrome di Terzani. Sono una di quelle che probabilmente leggerebbero anche la sua lista della spesa (dopotutto, manca poco che non esca in libreria!). Oggi, a distanza di tempo, forse non riuscirei a raccontarvi questo libro, La fine è il mio inizio, se non usassi le parole che ho [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libriecaffe.wordpress.com&amp;blog=8627119&amp;post=83&amp;subd=libriecaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">
<div id="attachment_84" class="wp-caption aligncenter" style="width: 208px"><a href="http://www.tizianoterzani.com/t-libroinizio.html"><img class="size-medium wp-image-84" title="La fine è il mio inizio" src="http://libriecaffe.files.wordpress.com/2009/07/lafineinizio.jpg?w=198&#038;h=300" alt="&quot;Senza libri molti viaggi non mi sarebbero nemmeno venuti in mente...i libri erano i miei migliori compagni di viaggio&quot;. E' uno dei mille pensieri confidati al figlio Fosco da Tiziano Terzani, una lunga conversazione ormai sul ciglio della morte, quando la malattia non dava più scampo, il destino era segnato ma restavano ancora la forza e la volontà di lasciare un testamento concreto, fattuale, trasparente.La fine è il mio inizio è un cammino di sogni (a volte di illusioni e delusioni), un intreccio di strade (spesso tortuose), una geografia di passioni vissute senza infingimenti; la meta raggiunta è la serenità." width="198" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Senza libri molti viaggi non mi sarebbero nemmeno venuti in mente...i libri erano i miei migliori compagni di viaggio&quot;. E&#39; uno dei mille pensieri confidati al figlio Fosco da Tiziano Terzani, una lunga conversazione ormai sul ciglio della morte, quando la malattia non dava più scampo, il destino era segnato ma restavano ancora la forza e la volontà di lasciare un testamento concreto, fattuale, trasparente. La fine è il mio inizio è un cammino di sogni (a volte di illusioni e delusioni), un intreccio di strade (spesso tortuose), una geografia di passioni vissute senza infingimenti; la meta raggiunta è la serenità.</p></div>
<div>
<p>Lo ammetto, sono anch&#8217;io un&#8217;afflitta dalla sindrome di Terzani. Sono una di quelle che probabilmente leggerebbero anche la sua lista della spesa (dopotutto, manca poco che non esca in libreria!).</p>
<p>Oggi, a distanza di tempo, forse non riuscirei a raccontarvi questo libro, <em><strong>La fine è il mio inizio</strong></em>, se non usassi le parole che ho trovato quel giorno in cui  sull’autobus, seduta abbastanza scomodamente sul sedile ricoperto di un tessuto morbido e a tinte scure, chiusi l&#8217;ultima pagina insieme agli occhi.</p>
<p>Eccole qui:</p>
<p><em>Ho appena finito di leggere il libro di Tiziano Terzani e ho provato l’immediata sensazione d&#8217;aver scelto il posto sbagliato per finirlo. Adesso vorrei essere in un luogo molto silenzioso… dove potermi fermare a riflettere e assorbire alcuni insegnamenti, smistandoli. E’ sempre bene infatti mantenere una distanza dalle cose, pur lasciandosi andare.</em></p>
<p><em>Quello che ho provato è difficile scriverlo in ogni dettaglio, ma ricordo perfettamente un nodo in gola. Mi sono sentita fortunata, grata di aver potuto leggere </em><em><strong>La fine è il mio inizio</strong> oggi e non troppo più avanti con gli anni. Ne avevo bisogno proprio adesso.</em></p>
<p><em>Non so dire bene perché sento che mi piace quello che ha da dire. E’ come innamorarsi, no? Non c’è un vero motivo per cui ci debba piacere una persona, sono emozioni impalpabili, lo senti nell’aria… lo respiri e non puoi più farne a meno dopo.</em></p>
<p><em>E io di questo libro me ne sono innamorata.</em></p>
<p><em>L’ho sentito nell’aria, sotto i polpastrelli che scorrevano sulle pagine, sulle parole che improvvisamente sentivo pulsare, respirare, nell’odore della carta. Potete anche pensarlo come un percorso, in cui invece di metterti le scarpe… le togli. Le togli si, e così puoi sentire la terra sotto i piedi, con la sua sabbia, le pietre, gli arbusti. Dove invece di preparare una valigia… la svuoti. Lasci un po’ di cose sparse qua e là. Dove invece di ascoltare l’iPod ascolti il vento. Ecco cosa mi ha regalato.</em></p>
<p><em>Io l’ho letto così. Con un po’ di invidia, un po’ d&#8217;ammirazione, un po’ di quel senso di impotenza nei confronti di ciò che vorrei fare e che non posso fare, perché anche un&#8217;esistenza semplice ha un prezzo. Alle volte troppo grande.</em></p>
<p><em>E’ un peccato che non possiate leggere questa mia riflessione attraverso la scrittura mossa e contorta, disordinata con cui sto portando alla luce quello che è nato al buio del mio corpo. Rispecchia meglio l&#8217;instabilità, l&#8217;incoerenza e l&#8217;inquietudine che mi contraddistinguono.</em></p>
<p><em>Appena ho voltato l’ultima pagina l&#8217;ho abbracciato, forse perché ho pensato che ci fosse qualcos’altro oltre alla copertina rigida, qualcosa che potesse entrare attraverso i pori della mia pelle e sedimentare. Non si può leggere Tiziano Terzani e continuare a guardare un tramonto con gli stessi occhi.</em></p>
<p><em>Bello, bello, bello. Così direbbe lui.</em></p>
<p><em>Una riflessione mi ha colpito più di tutte. Se non riusciamo a chiudere gli occhi e immaginare il nuovo, se non riusciamo a spegnere il telefonino per andare a vedere le lucciole, se non riusciamo a capire che quello che facciamo non ha valore solo quando diventa passato ma che ne ha anche nel momento in cui lo viviamo, se non riusciamo a fermarci e a rimanere per un po’ in silenzio, uccidiamo la fantasia.</em></p>
<p><em>Inventiamoci un mestiere. Inventiamoci la vita. Non è tutta qui. Non è solo quello che ci insegnano, c’è un al di là delle cose che non riusciamo più a vedere…</em></p>
<p><em>…ed io ci voglio almeno provare.</em></div>
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