ladraditempo

Shantaram | Più di due tazze di tè

In alibrochiuso, preferiti on luglio 20, 2009 at 8:17 pm
Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Greg Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. È diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Ma gli anni che seguono vedranno Greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l'Australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a Bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di Bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in Australia a scontare la sua pena. E raccontare la sua vita in un romanzo epico di più di mille pagine.

Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Greg Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. È diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Ma gli anni che seguono vedranno Greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l'Australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a Bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di Bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in Australia a scontare la sua pena. E raccontare la sua vita in un romanzo epico.

1470 pagine fanno di Shantaram una storia da più di due tazze di tè. Arrivata alla fine ho realizzato che si, mi è piaciuto.

Leggevo con lo spirito in forte contrasto, ogni pagina mi arrabbiavo e poi mi distendevo, ma per qualche tempo non sono riuscita a perdonarlo Lin. Anzi, l’ho odiato con tutta me stessa ogni volta che avrei voluto dicesse “no”, ma non avveniva. Ho provato uno strano senso di simpatia antipatica per quel suo tenere insieme l’odio e l’amore con la colla della passione o del caso. Quel suo descrivere con disinvoltura crimini e morte, piantare la parola “amore” in un contesto di errori cruenti. Quel resistere alla morte con una vita brutale, sperare nella salvezza pur cercando la distruzione di se stesso.

Mi sentivo tradita e allo stesso tempo non potevo che abbandonarmi a quelle descrizioni mistiche di paesaggi radiosi e caldi; scivolavo sulle pagine come i rigoli di sabbia tra le dita mentre ci si trova su una spiaggia di notte e la cui unica fonte luminosa resta la bianca luna distesa sull’acqua. Quell’idea di India in cui “tutti abbiamo vissuto almeno una vita” e in cui “il cuore ti guida sempre più saggiamente della testa” mi provocava amarezza e gioia.

— — —

Per saperne di più

Ne faranno un film. Lo sto aspettando, pur sapendo che sarà uno di quei film che solitamente vedo attraverso le fessure delle dita. Esiste già un sito internet, eccolo qui: http://www.shantaram.com/

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  1. embè?
    non commenta nessuno?
    panico da palcoscenico?
    blocco da pagina bianca?
    rompo i ghiaccio con questo libro, che è uno di quelli che ho più amato negli ultimi anni, uno di quelli con i quali si fanno le due notte senza accorgersene, fin quando un rumore esterno non ti riporta alla tua realtà, ricordandoti che non vivi a insieme ai personaggi del libro, ma altrove e che la mattina dopo (cioè poche ore dopo) ti devi alzare…
    è uno di quei libri che ho cosnigliato milel volte.
    e tutti quelli ai quali l’ho consigliato mi hanno maledetta per la mole, ma tutti sono tornati indietro a dirmi che gli era piaciuto….

    • Chissà perchè non avevo dubbi sulla mia prima commentatrice… 🙂
      Grazie!

      Su Shantaram, lo sai, ne abbiamo parlato tante volte… 😉

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