ladraditempo

Trilogia Millennium | tre per una

In alibrochiuso on ottobre 4, 2009 at 7:41 am
di Stieg Larsson

Lisbeth Salander è nata del 1978 ed ha 25 anni quando, nel 2003, aiuta Michael Blomkvist nell'indagine che porterà alla soluzione del caso Herriet Vanger. Nella finzione creata da Larsson è una donna dal carattere complesso, introverso e decisamente asociale. Ha un fumoso passato costellato di violenze, ricoveri e perizie psichiatriche, tanto che a diciotto anni viene riconosciuta incapace di badare a stessa e affidata a un tutore. Nonostante ciò svolge saltuariamente incarichi di ricerca su aziende o persone per la Milton Security ed è considerata tra le migliori collaboratrici di Dragan Armanskij, direttore dell'agenzia, che affida a Lisbeth le ricerche più spinose. È un hacker, esperta di pirateria informatica, in grado di raccogliere informazioni da archivi pubblici, privati, bancari o giudiziari. Nell'ambiente e conosciuta col nickname Wasp. Possiede una spiccata memoria fotografica che le permette di memorizzare in poco tempo enormi quantità di dati e informazioni, si interessa di matematica, algebra pura, fisa e logica e qualcuno sospetta che sia affetta dalla sindrome di Asperger. Mikael Blomkvist le affibbierà il nomignolo di Sally.

Questa volta si! Ho divorato il secondo volume della trilogia Millennium di Stieg Larsson, e ho gustato un po’ più lentamente l’ultimo.
Uomini che odiano le donne mi aveva delusa, c’erano volute 300 pagine prima di capire seriamente cosa frullasse nel cervello della Salander e del suo autore. Anche per questo avevo deciso di non parlarne, non mi aveva entusiasmata e credevo che lo svedese fosse davvero molto sopravvalutato. Ma devo ricredermi, La ragazza che giocava con il fuoco è avvincente, la voglia di chiudere le due estremità del libro non mi sfiorava tanto facilmente. E La regina dei castelli di carta è indispensabile per chiudere il cerchio, anche se un po’ tutto più surreale.

Ma non voglio tessere le lodi di Larsson, anche perché purtroppo non scrive il genere di libri fatti per me, quei libri da piegare gli angoli delle pagine e sottolinearne le frasi con matite colorate. Anche se devo ammettere che nel suo genere funziona.

Credo che valga la pena leggere la trilogia e quindi essere in grado di parlarne, nel bene e nel male.

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