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Archive for the ‘caffè’ Category

Caffè e parole

In alibroaperto, caffè on ottobre 7, 2009 at 8:32 am
Il caffè speciale di Guido al Ghetto

Il caffè speciale di Guido al Ghetto

Oggi interrompo la lettura solo per un po’, giusto il tempo di un buonissimo caffè che in qualche modo fa scivolare dritta in pancia una giornata. Quando nella vita affrontiamo dei cambiamenti significativi, spesso e senza accorgercene cambiamo anche le piccole abitudini. E così è stato per me negli ultimi mesi.

Ecco che tra un vicoletto e l’altro ho finito per affezionarmi al bar Guido al Ghetto, dove le brioches calde e fragranti e il caffè macchiato sono una vera prelibatezza. Credo che Giorgio abbia ereditato quel grembiule rosso da suo padre, Guido presumo, e probabilmente anche quella voce stridula e nasale che è esattamente il suono che ci si aspetta di sentire da un corpo magro e longilineo come il suo.

Ho iniziato da qualche giorno un libro del quale ho perso subito la testa, si tratta de La bastarda di Istanbul. E stamattina, mentre immergevo le labbra nella schiuma spruzzata di cacao, scioglievo sul palato parole diventate subito mie… e vostre, perchè no.

Nulla veniva fatto in armonia, in quel luogo, eppure quell’abituale dissonanza aveva una sua singolare cadenza. Era un posto fuori dal tempo e dallo spazio. Fuori dal locale le persone restavano vicine per nascondere la solitudine, fingendosi più intime di quanto non erano, mentre lì dentro era l’opposto: tutti ostentavano un distacco che non sentivano davvero. Quel posto era la negazione dell’intera città.
[La bastarda di Istanbul | Elif Shafak]


Prima il piacere | Poi il piacere

In caffè on luglio 24, 2009 at 9:55 am
Il buongiorno si vede dal caffè

Il buongiorno si vede dal caffè

Che cos’hanno in comune queste mie due passioni (libri e caffè), se ricordate, lo avevo accennato. La verità è che sono iniziate in momenti diversi della mia vita, per poi ritrovarsi qualche anno più in là.

Vengo dal sud, sono nata in uno di quei luoghi odoranti di pizzi e merletti in un minuscolo paese della Calabria, dove il tempo segue le lancette di un altro orologio… molto più lento e rilassato. Rimanevo spesso a contemplare mia nonna mentre si preparava al rito del caffè. La osservavo con il mento appoggiato sui palmi delle mani e i gomiti larghi sul tavolo della sua cucina. Quando sentivo la bevanda scura ribollire e agitarsi chiudevo gli occhi e mi abbandonavo a quell’aroma che invadeva la stanza. Lo desideravo, ma ero piccola abbastanza per assaggiarne solo un cucchiaino.

Mia nonna continua a preparare tanti caffè quante sono le persone che bussano alla sua porta o passano davanti all’uscio di casa sua. Da lei ho imparato ad apprezzare quel piccolo momento in cui le labbra sfiorano la tazzina dall’orlo ancora fresco.

I libri invece sono arrivati con l’adolescenza per tenermi compagnia nei lunghi pomeriggi di ozio. Mia madre me ne comprava regolarmente più di uno, per poi accusarmi di passarci troppe ore. Li divoravo seduta sul marmo gelido della mia stanza con le spalle attaccate al letto, e dimenticavo tutti i miei doveri.
Poi l’odore della carta mi costringeva a chiudere gli occhi, esattamente come facevo per il caffè.

Da quando lavoro in centro a Roma, ho preso l’abitudine di lasciare la macchina a Via dei Cerchi molto presto al mattino e fare una passeggiata fino alla Chiesa di S. Teodoro, dove si trovano due panchine poco prima dell’Arco di Giano. Così ho scoperto un angolino in cui si annida il concentrato della magia che contraddistingue questa città.

Cose da donne che leggono troppo

Cose da donne che leggono troppo

Su una di queste panchine, alle 7.00 del mattino i primi raggi del sole (soprattutto in questo periodo) ne scaldano la base di marmo che diventa addirittura piacevole, illuminando esattamente quella porzione di sanpietrini.

E’ stato amore a prima vista. Oggi è la mia tappa preferita prima della colazione, mi fermo lì per un po’ a leggere i miei romanzi.
La pace dei sensi. Io, il sole ancora tiepido, i riflessi della luce sul suolo lucido, il marmo fresco su cui attacco le gambe nude.

Parole.

E tutto accade ignorando, senza il minimo sforzo, quello che si muove alle mie spalle: la frenesia di un giorno che sta per iniziare.

Poi arriva il momento di svegliarsi… allora vado al bar vicino, in piazza della Consolazione, e prendo il mio solito caffè macchiato, in vetro.

Ecco dove

In caffè on luglio 18, 2009 at 2:23 pm
Muffin e Caffè

Copyright Rosa Pugliese

Da lettrice part-time, come vi dicevo, sono continuamente alla ricerca di luoghi vagabondi adatti alla lettura: un bar nell’accaldato (e accalcato) centro di Roma, un gradino di marmo freddo all’ombra di un portone, una panchina nascosta e lontana dai rumori del traffico. E vi assicuro, non lo credevo possibile in una città tanto calpestata, eppure di posti così ne ho scoperti diversi…

Andrò a ritroso e ve ne suggerirò di tanto in tanto qualcuno mentre comincio dalla mia ultima scoperta, il Barnum Cafè in via del Pellegrino. Un localino delizioso, con pareti di calce bianca a mattoncini, una desiderabile poltrona al centro della prima sala, sgabelli e tavolini luminosi. Wifi gratuito e squisite tartine di frutta e crema delicata fatte al momento. Un menu sfizioso, di frutta e frullati, muffin e insalatone. Caffè rigorosamente Illy in tazzine bianchissime.

Beh, forse la mia descrizione è eccessivamente languida, ma… dopo il lavoro è diventata una delle mie tappe preferite. La musica soft non distrae gli occhi che corrono sulle parole di carta scavalcando le pagine all’impazzata…

E’ il posto giusto per un buon caffè e libri da consumare.

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Aggiornamento!

Oggi ho chiacchierato un po’ con il ragazzo che gestisce il locale. Ormai sono di casa, e da settembre potreste trovarci anche qualche mia fotografia…

Barnum Cafè è un progetto in continua evoluzione, un piccolo spazio trasformista dove gustare ottimi cibi, vini e cocktails.

Prende nome da un impresario circense che alla fine del 1800 inventò un celebre circo, tanto sensazionale da soddisfare ogni spettatore per la varietà delle attrazioni. Divenne così famoso da dare nome all’ Effetto Barnum: la tendenza di ognuno a riconoscersi in una descrizione e crederla perfettamente su misura di sé… quando invece è molto generica.

E’ addirittura possibile prenotare (entro le 11) per il pranzo, scrivendo all’indirizzo email barnumcafe@gmail.com